Domenica scorsa sono andata in montagna a sciare, cosa che non accadeva da 2 anni dopo che ho appeso gli sci al chiodo (e se avessi potuto li avrei buttati nel gabinetto e tirato l'acqua).
E' successo così... un po' all'improvviso: venerdì ho telefonato a mio papà per sapere dov'era, se potevamo vederci, dato che da Natale non lo vedevo e lui mi ha detto di raggiungerlo in montagna che almeno cenavamo insieme. Così è stato.
Sabato, dopo il consueto allenamento in bici col gruppone, ho raggiunto mio papà e sua moglie Vittoria a Sauze d'Oulx, luogo in cui sono cresciuta. Ormai quella che consideravo casa mia non esiste quasi più... un provvidenziale quanto necessario rifacimento dell'alloggio ha cambiato radicalmente aspetto a quelle 4 mura che fino a qualche anno fa consideravo la MIA vera e unica casa.
Se quei muri potessero parlare, non basterebbe tutto lo spazio di archiviazione di gmail per poter descrivere tutto quello che hanno visto: la nascita mia, dei miei fratelli, ogni natale, capodanno, pasqua, vacanza, weekend dei miei primi 20 anni, i miei nonni, i miei zii, la passione di mio padre per la montagna e lo sci, la mia passione per uno sport che mi ha "tradita", per il quale io avevo dato la vita, ma che non mi ha saputo ripagare con lo stesso prezzo...le intere giornate passate a giocare con gli amici per le vie del paese, i miei primi amori e le prime prove di guida sulle macchine degli amici. Ogni filo d'erba mi ricorda un attimo di vita, ogni posto di quel paese conserva un ricordo, che forse mai cancellerò.
Sauze però non è stato solo questo, ma anche:
i periodi in cui io e i miei fratelli stavamo lì mentre i miei si stavano separando (e non era conveniente vedere e sentire certe cose per dei ragazzini),
la malattia di mia madre (e noi sempre lì perchè, ancora una volta, non era conveniente vedere e sentire certe cose),
mio padre che ci presenta la sua nuova fidanzata che all'inizio odiavamo ma che poi è diventata uno dei miei punti di riferimento,
io che non mangiavo e mio padre che mi chiudeva fuori di casa (e io andavo a dormire dagli amici),
gli schiaffi (reali e metaforici) che ho preso perchè mi divertivo a sfidare me stessa, più che gli altri, illudendomi di essere più forte di qualsiasi cosa, e mio padre voleva fermarmi ma non sapeva come fare.
Per fortuna avevo gli amici... poi pian piano anche quelli se ne sono andati. Ora me ne resta uno. a distanza di anni è l'unica persona, tra tutte quelle con cui ho condiviso quasi tutto, che ancora chiamo per sapere come sta.
Molti non capiscono perchè non mi sento a mio agio ad andare in montagna...mi ripetono che ho una grande fortuna ad avere una casa lì e dovrei sfruttarla, che andare a sciare ogni tanto è bello, ecc. ecc. ma a me di questo non me ne frega niente.
Quando dovevo sciare ho sciato, anche troppo, adesso basta.
Non so se un giorno avrò il coraggio di portare i miei figli in quel posto come da generazioni fa la mia famiglia. Non lo so.
Adesso il mio disagio si sta un po' spegnendo, è passato molto tempo da quello che è stato, sono cambiata io ed è cambiato mio padre. Si meritava una giornata passata insieme sugli sci, dovevamo farci questo regalo. Entrambi sapevamo che il problema non era mettere gli sci e scendere dalla pista, ma aprire quegli armadi in cui, insieme agli sci, avevamo ritirato il nostro rapporto.
Nonostante la nevicata e il brutto tempo, abbiamo sciato tutta la mattina. Alle 13 sinceramente ne avevo un po' le scatole piene (avevo gli amici che mi aspettavano per andare a nuotare a Bardonecchia nel pomeriggio :-D)... non mi diverto più. Non sono più capace di tirare le curve come un tempo, ho paura della velocità e di farmi male. Anni fa mi divertivo quando provavo certe sensazioni sotto i piedi, ora no...ho paura! Starò invecchiando?????
In ogni caso, ho reso felice una persona, e questo ha reso felice me.
PhD in Neurofsiologia
18 ore fa
Se sei capace di affrontare i fantasmi del passato vuol dire che in parte stai cercando di buttarteli alle spalle e questo aiuterà te e chi ti ama a vivere più serenamente.........continua così!!!
RispondiEliminaQuesto post equivale ad un 30.
RispondiElimina"invecchiando" è una parola grossa: il tempo e la vita con le sue le esperieze ti regalano una visuale certamente diversa... e si cresce sempre un pò!
RispondiEliminaLa velocità è un'abitudine. Se sciassi 3 o 4 volte riacquisteresti la sicurezza di un tempo, ..altro che invecchiare!
RispondiEliminaIl finale del post è grandioso. Hai classe (oltre che gambe e fiato..)!!!
Ciao,
RispondiEliminamolto interessante il tuo blog.
Anch'io ho un blog sul podismo, se ne hai voglia puoi farmi una visita e se ti piace inserirlo nel blogroll.
http://unpodista.blogspot.com/
Toccante introspezione.....
RispondiEliminala vita ci riserva molte amarezze....
ma anche momenti felici che ci fanno sentire ''vivi''.....
grazie a tutti ragazzi.
RispondiEliminascusate il ritardo nel rispondervi, la scuola è iniziata e ogni tanto mi perdo!
Stai invecchiando... in che senso? :D
RispondiEliminaPiuttosto... ho visto che Frank ha bisogno di nuotare e sbiciclare... non è che magari ne approfitti e lo devi sulla strada del triathlon? (dai che ce la fai!!!)
forse stai invecchiando ma l'hai raccontata bene
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